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Festa di famiglia nella Chiesa Evangelica Bethel di Cosenza. Mercoledì 21 marzo, con una manifestazione semplice ma significativa è stata inaugurata la Biblioteca A.M.I.C.I.B. intitolata alla memoria di Lidia Ciccone Giovannini, missionaria e co-fondatrice, insieme al marito Paolo Giovannini della Chiesa Bethel. Un bel gesto quello di voler mantenere viva la memoria di una donna che ha dedicato la vita al servizio dell'Evangelo di Cristo. Lidia ha testimoniato con la propria vita che qualcosa si può fare per piantare in questo mondo un seme di speranza, di pace , di fraternità che prima o poi darà i suoi frutti. 

Molto significativa anche la data dell'inaugurazione, 21 marzo il primo giorno di primavera! Una primavera all'insegna del dialogo...Lo scaffale interreligioso, che Susanna ha voluto con volontà cocciuta, ne è un segno tangibile.

Auguri da parte del SAE a tutta la Comunità Bethel e alla famiglia Giovannini.

IMG 20180321 WA0015Dal tramonto del 20 a quello del 21 Marzo la comunità bahá’í in Italia e nel mondo festeggia il Naw Rúz, la festività che segna l’inizio dell’anno 175 secondo il calendario bahá’í.

Il Naw Rúz, il cui nome significa letteralmente “nuovo giorno”, ha origine nell’antica civiltà persiana, e fu Bahá’u’lláh (1817 – 1892), Fondatore della fede bahá’í, a scegliere questa data, corrispondente all’equinozio di primavera, come inizio dell’anno per tutti coloro che seguono la Sua Fede.

Da oltre 3000 anni questa festa è celebrata da più di 300 milioni di persone in tutto il mondo, ed è stata dichiarata Giornata Internazionale dall’Assemblea delle Nazioni Unite in quanto parte dell’intangibile patrimonio culturale dell’umanità riconosciuto dall’UNESCO.

La festività è stata celebrata in più di 300 città italiane con una serie di incontri aperti a tutti, caratterizzati dallo spirito di condivisione e dall’assenza di ritualità. A Cosenza il Naw Rúz è stato festeggiato il 20 marzo presso il locale centro bahà’ì. Erano presenti diversi rappresentanti del SAE, delle comunità cattolica, evangelica pentecostale, dell’associazione “Coesistenza” e verso la fine della festa anche del rappresentante della comunità islamica che aveva frainteso l’orario di inizio. È stato bello stare anche con lui fino a tarda sera a condividere sentimenti spirituali.

Un piccolo gruppo di amici, ventidue, tanti quanto il piccolo centro bahà’ì ne può ospitare, ma con una nutrita presenza di etnie, italiani, qualcuno dalla Persia, Malesia e Colombia. Un ricco buffet ha allietato la parte finale della festa. Preghiere, letture, poesie, musiche e racconti hanno reso spirituale e gioioso l’incontro.

Per i bahá’í il Naw Rúz ha un profondo significato simbolico: così come a partire dall’equinozio i raggi del sole scaldano con più intensità la terra risvegliando la natura dal torpore invernale, allo stesso modo, grazie agli insegnamenti degli Educatori divini, tra i quali ricordiamo in ordine cronologico Mosè, Budda, Cristo, Mohammed, il Bab e Bahá’u’lláh, l’umanità si avvia verso una primavera spirituale, un’epoca di fioritura della civiltà e di progresso in cui tutta l’umanità vivrà fianco a fianco nella pace e nell’unità, dando vita a una civiltà prospera materialmente e spiritualmente.

La presenza di rappresentanti del Gruppo interreligioso presente a Cosenza agli incontri, festività e ricorrenze sacre delle singole comunità sta sempre di più diventando elemento di forte coesione e testimonianza di rispetto reciproco. L’unità nella diversità e la pace, si è detto ieri sera, non sono solo possibili nel mondo ma sono inevitabili.

IMG 20180227 WA0041Come ogni 27 del mese da un anno a questa parte, anche martedì 27 febbraio si è svolto l’incontro del Gruppo di dialogo interreligioso per la Pace, presso il Chiostro di S. Domenico. Nell’incontro di questo mese, in particolare, è stata celebrata la ricorrenza dell’anno di attività del Gruppo.

Era, infatti, febbraio 2017 quando un certo numero di persone appartenenti a religioni diverse ha deciso di concentrare le proprie energie verso il comune obiettivo della Pace. Il Gruppo, identificatosi oggi come “di dialogo interreligioso per la Pace”, è il risultato di un percorso iniziato tempo prima.

L’interesse al dialogo interreligioso è gemmato a seguito dell’invito proferito da Giovanni Paolo II il 27 ottobre 1986 ad Assisi. Incontri interreligiosi erano già iniziati a Cosenza nel 2007: persone appartenenti a comunità e associazioni religiose e laiche presenti nell’area urbana di Cosenza hanno incominciato, in modo informale, a conoscersi e confrontarsi in più occasioni – tavole rotonde, incontri di preghiera, feste della convivialità, conferenze – che hanno messo in relazione le varie fedi operanti sul territorio. La stessa Amministrazione Comunale, da sempre attenta alle istanze provenienti dal territorio, ha riconosciuto, con delibera n. 67 del 2010 la formazione del GLR, ovvero Gruppo di Lavoro sulle Religioni costituito dai rappresentanti delle comunità religiose presenti in città.

Diverse fasi hanno contraddistinto la formazione di questo Gruppo per com’è adesso. Dal 2011 il SAE (Segretariato per le Attività Ecumeniche) di Cosenza promuove una serie d’incontri interreligiosi coinvolgendo le diverse Chiese Cristiane del territorio, l’IBISG (Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai), la comunità di Fede Baha’i e l’associazione Daawa. In seguito la rete si è ampliata ancora estendendosi all’Associazione Stella Cometa, alla Commissione Diocesana Migrantes, all’Ufficio Diocesano per l’Ecumenismo e il Dialogo, al MO.C.I. (Movimento Cooperazione Internazionale), all’associazione Coesistenza e al CIC (Centro Islamico di Cosenza).

Sull’onda dello “Spirito di Assisi”, che fa della fraternità il concetto cardine dell’opera di dialogo tra le religioni, dunque, coloro che hanno sentito il loro cuore rispondere all’esigenza di pace, hanno deciso di riunirsi il 27 di ogni mese per “pregare per la Pace”, laddove per preghiera non deve intendersi altro che operare fattivamente per la Pace, in prima persona, essere “preghiera vivente”, operatori di Pace nel quotidiano. Un percorso, questo del dialogo interreligioso, che attesta la presenza sul territorio cosentino di coscienze sveglie, di elevata consapevolezza, sia tra i cittadini che nelle istituzioni. E che sempre più identifica Cosenza come città di integrazione, secondo l’auspicio espresso dalla d.ssa Alessandra De Rosa, delegata comunale ai rapporti con le comunità religiose, che da sempre connota la sua attività sul binario del dialogo e dell’accoglienza.

La configurazione del Gruppo è avvenuta nel tempo in maniera spontanea e naturale, ha visto aderire e proseguire nel percorso individui che si sono impegnati in prima persona ad operare per la pace partendo dal loro quotidiano, mossi da sincera convinzione. Nell’incontro del 27 febbraio, infatti, l’elemento che è stato posto in evidenza da tutti i presenti negli interventi è stata la volontà di voler contribuire a realizzare la pace, a “non spargere corruzione sulla terra, dopo che è stata resa prospera” secondo le parole del Corano, nella consapevolezza che la pace individuale sia imprescindibile dalla pace sociale (N. Daishonin) e viceversa, come sostiene Hans Kung, che invita a rendersi consapevoli della propria personale responsabilità nel processo.

La forza del Gruppo, dunque, è in ogni singolo cuore che lo compone, nell’utopia che ciascuno ha abbracciato, per la quale anzi allarga le braccia per accogliere il vicino e rubare così un pezzetto di quella luna che tutti i veri sognatori recano nel cuore, a qualsiasi età. Aveva 88 anni Pietro Ingrao quando ribadiva che «nella vita bisogna essere sempre più folli, più utopisti. Bisogna avere il coraggio di sognare. Da ragazzino dissi a mio padre che volevo la luna. Oggi non ho cambiato idea». Del resto, Astolfo non è andato sulla luna a recuperare il senno di Orlando?

La pace, in fondo, è una verità scritta nell’uomo, ciascuno dovrebbe placare in sé il rumore che la soffoca. Sentirebbe che l’uomo non ha vita se non “trascende da sé e pone il suo significato in qualcosa o qualcuno da amare” (V. Frankl).

Le parole di Papa Francesco, ricordate all’inizio dell’incontro, hanno trovato tutti d’accordo: «Se c’è una parola che dobbiamo ripetere fino a stancarci è questa: dialogo. Siamo invitati a promuovere una cultura del dialogo cercando con ogni mezzo di aprire istanze affinché questo sia possibile e ci permetta di ricostruire il tessuto sociale. La cultura del dialogo implica un autentico apprendistato, un’ascesi che ci aiuti a riconoscere l’altro come un interlocutore valido; che ci permetta di guardare lo straniero, il migrante, l’appartenente a un’altra cultura come un soggetto da ascoltare, considerato e apprezzato. È urgente per noi coinvolgere tutti gli attori sociali nel promuovere “una cultura che privilegi il dialogo come forma di incontro”, portando avanti la ricerca di consenso e accordi, senza però separarla dalla preoccupazione per una società giusta, capace di memoria e senza esclusioni».

Integrazione attraverso il dialogo e nel rispetto della differenza, dunque, è l’obiettivo del Gruppo di dialogo interreligioso per la Pace, che si impegna a realizzarlo attraverso una serie di iniziative volte innanzitutto a promuovere scambio e conoscenza delle altre culture ed esperienze religiose presenti in città. «L’ignoranza conduce alla paura, la paura all’odio e l’odio conduce alla violenza. Ecco l’equazione» (Averroè).

Rosa Ciacco

Presidente Associazione Coesistenza

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Nonostante le intemperie e il freddo pungente di questi giorni, le sorelle cristiane del SAE di Cosenza non hanno voluto mancare l'annuale appuntamento con la Giornata Mondiale di Preghiera. Alle ore 18 di venerdì 2 marzo si sono ritrovate nella chiesa valdese per un momento di riflessione e preghiera in sintonia spirituale con le donne del Suriname che hanno preparato la liturgia di quest'anno.

"Tutta la creazione di Dio è molto buona" (Gen 1,31) questo il titolo della GMP 2018 .

Al centro dell'aula liturgica un tavolo con la Bibbia, un vaso di fiori variamente colorati, un cesto di frutti tropicali, un cero rosso, le maracas... tutti segni delle diverse realtà del Suriname.

In apertura dell'incontro è stato proiettato un video di presentazione del SAE e delle diverse attività del gruppo di Cosenza, appositamente preparato da Susanna Giovannini della Chiesa Pentecostale Bethel, che ha anche curato l'animazione musicale e i canti.03

Dopo il saluto ai presenti della responsabile del gruppo Maria Pina Ferrari, ha avuto inizio la celebrazione animata da rappresentanti delle diverse chiese cristiane.

La meditazione sul testo di Genesi 1, 1-31 è stata proposta da Vanda Scornaienchi, laeder storica della GMP a Cosenza.

A ogni persona presente è stata consegnata una piccola cartolina con il disegno di una tartaruga marina, sulla quale scrivere il proprio impegno a favore del creato. Tutte le cartoline sono state poi raccolte e lette durante la celebrazione.

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Al termine dell'incontro è stato consegnato ai presenti un piccolo dono simbolico appositamente confezionato da Nadia Scornaienchi e dalle altre

 donne valdesi del laboratorio di Dipignano. 

La recita del Padre nostro tenendosi per mano ha segnato la conclusione della GMP 2018. 

Per il SAE di Cosenza la quindicesima Giornata...Quindici splendide primavere vissute con entusiasmo all'insegna del dialogo, dell'amicizia e della collaborazione fraterna.

Grazie Vanda!!!

cartoline impegno

In allegato, la locandina della GMP2018, il testo della riflessione biblica e il nostro impegno a favore del creato (sottoscritto nelle cartoline illustrate qui accanto)

IMG 20180223 WA0063L'Ufficio Diocesano per l'Ecumenismo e il Dialogo dell’Arcidiocesi di Cosenza-Bisignano, accogliendo l'invito di Papa Francesco, ha organizzato un momento di riflessione sul tema della pace venerdì 23 febbraio 2018 alle ore 18.30 nei locali adiacenti alla Parrocchia di Santa Teresa.

Alla manifestazione hanno aderito Confessioni cristiane, Comunità religiose e Associazioni che si occupano di dialogo ecumenico e interreligioso a livello cittadino: cristiani, musulmani, buddisti Soka Gakkai, baha'i, rappresentanti del SAE, dell'Associazione Stella Cometa e dell'Associazione CoEsistenza. Un mondo variegato che ha provato "insieme" a parlare di pace. Un meraviglioso clima di unità si respirava nella sala...nel rispetto delle differenze. Perché l'unione che si realizza in particolari momenti di dialogo non cancella le differenze. Al contrario! Proprio perché le differenze sono mantenute, si può riflettere e parlare serenamente di unità.

Ha introdotto il momento iniziale della manifestazione don Dario De Paola, Delegato diocesano per l'Ecumenismo e il Dialogo che ha dato il benvenuto ai rappresentanti delle diverse chiese, delle fedi religiose e delle associazioni nonché ai numerosi presenti che gremivano la sala. "Noi non crederemo mai al diritto del più forte, ha detto tra l'altro nel suo intervento, ma vogliamo credere alla forza dei non-violenti, alle piccole azioni, all'amore che crea la pace sulla terra. Osiamo sognare, malgrado tutto, un'umanità nuova in cui abiteranno la giustizia e l'amore".

Ha coordinato i diversi interventi Pia Morimanno membro dell'Ufficio Diocesano per l'Ecumenismo e il Dialogo.

Belli e significativi canti e brani musicali eseguiti da alcuni giovani della Parrocchia ospitante hanno fatto da collante tra i diversi interventi, contribuendo così a realizzare un clima di stupenda polifonia tra i presenti mossi dallo stesso desiderio di pace.


Falo DipignanoAnche quest’anno a Dipignano (CS) la comunità valdese ha celebrato la ricorrenza della concessione dei diritti civili e politici ai valdesi con le Lettere patenti di Carlo Alberto (1848). Nella chiesa della frazione Doviziosi si è svolto il culto presieduto dal pastore Armando Casarella che ha incentrato la predicazione sul passo degli Atti degli Apostoli al capitolo 8, versetti 26-31. Hanno condiviso questo tempo forte i rappresentanti del Gruppo SAE di Cosenza e dell’Ufficio per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso dell’Arcidiocesi di Cosenza-Bisignano.

Al termine della cerimonia i partecipanti hanno assistito all’accensione di un grande falò, come avviene presso tutte le comunità valdesi in questa occasione, intonando inni di lode e di ringraziamento. E’ seguita l’agape fraterna, momento conviviale che ha rafforzato i legami di solidarietà e fraternità cristiana, favorendo il dialogo ecumenico ormai attivo da molti anni.

IMG 20180216 WA0020Il Gruppo SAE Cosenza ha celebrato la Giornata Mondiale del Malato presso l'abitazione di Nadia Mondera, giovane donna affetta da SLA (Sclerosi Laterale Amiotrofica).

Nadia è da nove anni immobilizzata a letto, attaccata ad un respiratore ed alla PEG per vivere. Comunica esclusivamente con gli occhi, puntando le lettere su un computer (comunicatore vocale). E' per lei l'unica possibilità di tenersi in contatto con il mondo esterno. Con l'utilizzo di internet e TV riesce a tenersi informata ed aggiornata su tutte le problematiche dei malati di SLA e delle altre malattie neurodegenerative. Per la sua esperienza, il Comune di Rende (CS) l'ha nominata consulente per la disabilità. In questa veste Nadia ha collaborato alla redazione di un progetto denominato "Domux Nadia" per la realizzazione di una struttura a sostegno delle persone disabili.

Pur in una condizione di estrema difficoltà, Nadia ha accolto il gruppo SAE raccontando la sua esperienza e testimoniando la sua tenace volontà di vivere: un largo sorriso, uno sguardo dolce e coinvolgente, uno spirito indomito che ha emozionato i presenti.

L'incontro si è concluso con una preghiera ed un canto ecumenico. Per il gruppo è stata un'esperienza toccante ed arricchente, che ha richiamato ad un impegno più concreto a favore di chi vive situazioni di grave sofferenza.

"Forse non riusciremo mai a tradurre in parole quello che abbiamo vissuto da Nadia", ha commentato Maria Pina Ferrari, responsabile del Gruppo SAE Cosenza. "Io che ero venuta in punta di piedi, mentre indossavo sciarpa e cappello, mi sono sentita dire da quella strana vocina metallica: 'Verrai ancora a trovarmi?'. Mi è venuto da piangere dalla gioia".

IMG 20180205 WA0024(articolo di Eleanor Carmen Gangale, socia del SAE Cosenza)

Nelle chiese di tradizione bizantina dei paesi Arbёreshё di Calabria sono previsti due momenti di preghiera per i defunti nel corso dell’anno liturgico: la settimana che precede il carnevale, solitamente nel mese di febbraio e il sabato prima della Pentecoste. Durante la “Settimana dei morti”, nota come “Java e Prigatorёvet” in lingua arbёreshe, nelle chiese si svolgono le ufficiature dei defunti e i fedeli ricordano i loro cari morti offrendo a chi è in stato di necessità una porzione di cibo, quella che sarebbe toccata al proprio congiunto se fosse ancora in vita. Questo gesto vuole esprimere la Misericordia di Dio non solo verso chi ha già lasciato questa terra ma anche verso coloro che soffrono in questa vita. Le ufficiature della settimana dei morti hanno il loro culmine il sabato quando viene celebrata la Divina Liturgia durante la quale vengono commemorati i defunti. Le letture stabilite per quel giorno illuminano i fedeli sul significato della morte. San Paolo afferma in 1 Tes. 4, 13-18: “Non vogliamo lasciarvi nell’ignoranza, fratelli, circa quelli che sono morti, perché non continuiate ad affliggervi come gli altri che non hanno speranza…Confortatevi dunque a vicenda con queste parole”. Il Vangelo (Lc. 21,8-36) invita ad essere vigili nell’attesa del Signore: “Il cielo e la terra passeranno ma le mie parole non passeranno”.

Al termine della Liturgia si distribuiscono i collivi, ovvero delle preparazioni di grano bollito e condito con zucchero, mandorle, noci, melagrane, uva passa, canditi. Il grano è simbolo della vita che muore e risorge in Cristo.

Nella Parrocchia Bizantina di Cosenza “SS. Salvatore” è stata celebrata la settimana dei defunti da lunedì 29 gennaio a sabato 3 febbraio 2018.                                                               

 

Nella foto, i collivi preparati da Andrea Bilotto, socio del SAE Cosenza, in ricordo di Marianita Montresor e Clara Achille.

IMG 20180129 WA0025Fra le tante e significative iniziative dedicate alla Giornata della Memoria svolte fra il 23 e il 29 gennaio scorso nel Campo di Internamento di Ferramonti di Tarsia (CS), non poteva mancare quella organizzata dalla Comunità Ebraica di Napoli, con un convegno dal titolo "Diritto e Memoria: profilo storico-giuridico della persecuzione razziale da parte del regime totalitario nel periodo compreso fra il 1938 e il 1945".

La giornata, che ha visto la partecipazione di numerose scuole del comprensorio, si è aperta con una riflessione del Rabbino Umberto Piperno in ricordo dei tanti bambini e ragazzi morti nei campi di concentramento e internamento. Dopo un momento di preghiera con la recitazione di brani tratti dai Salmi, il richiamo vibrante dello shofar suonato da Roque Pugliese ha dato il via ufficiale ai lavori del convegno.

Attorno al tavolo, il Sindaco di Tarsia Roberto Ameruso ha portato i saluti istituzionali ed ha introdotto gli ospiti della ricca mattinata: Franco Galiano, Presidente dell'Accademia Internazionale del Cedro; Antonio Ordile, avvocato in Roma; Roque Pugliese, consigliere della Comunità Ebraica di Napoli e referente per la Regione Calabria; Walter Brenner, figlio di un sopravvissuto di Ferramonti; e il rabbino maggiore Umberto Piperno. Ogni intervento è stato maestrevolmente intramezzato dai brani eseguiti dagli alunni dell'Istituto Comprensivo Paolo Borsellino di Santa Maria del Cedro (CS).

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Auschwitz

Un filo spinato

ti separa dal cielo

puoi sempre guardarlo

ma non puoi toccarlo.

L'aria è gelida

anche se è estate

e in queste strade ristrutturate

si sente ancora la follia omicida.

Li vedo davanti ai miei occhi

uomini e donne camminare a fatica

cadere per terra feriti e stanchi

e avere la morte come unica amica.

Ora ho capito cos'è la tortura

e quanto Hitler fosse crudele

ma non so se indirizzare verso di lui la paura

o verso la gente che non parla ma vede.

                                          Maria Elena Alberti

segreLo scorso 19 gennaio il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha nominato senatrice a vita Liliana Segre, la donna sopravvissuta ad Aushwitz insieme ad altri 25 bambini italiani su 776 deportati. Alla Segre, 88enne, viene riconosciuto il merito di "aver illustrato la Patria con altissimi meriti nel campo sociale", facendo della sua immensa ferita un'occasione di pace. Diventa il sesto senatore a vita proprio nell'anno in cui ricorre l'80esimo anniversario delle leggi razziali.

 

Il Gruppo SAE di Cosenza, esprimendo la propria soddisfazione e vicinanza, si complimenta vivamente con tutta la Comunità ebraica per questa onorificenza meritata che rende giustizia di tante sofferenze patite.

21 gennaio 2018A Cosenza, presso il Seminario Italo Greco Albanese, si è appena conclusa la settimana di commemorazione di Giorgio Kastriota Skanderbeg in occasione del 550° anniversario della sua morte avvenuta il 17 gennaio del 1468. "Java e Skanderbekut", la settimana di Skanderbeg, ha previsto tre appuntamenti in cui la comunità arbéreshe di Cosenza e dell'Eparchia si è riunita per ricordare e celebrare il suo eroe, conosciuto per aver difeso la terra dell'Albania dall'invasione dell'esercito ottomano del XV° secolo.

Domenica 14 gennaio si sono esibiti in concerto il gruppo canoro "Moti i Paré" di Lungro insieme al cantautore e chitarrista Santino de Bartolo di Firmo, eseguendo canti fra i più belli e commoventi della tradizione arbéreshe.

Il 17 gennaio Papas Pietro Lanza, parroco della parrocchia bizantina "Santissimo Salvatore" di Cosenza, nonché Rettore del Seminario Italio Greco Albanese e Vicario Generale dell'Eparchia di Lungro, ha celebrato la Divina Liturgia in suffragio di Skanderbeg e ha poi deposto una corona di fiori sul busto dedicato all'eroe sito nella vicina Via Plebiscito.

Infine domenica 22 gennaio, nello stesso Seminario, ha avuto luogo un "Reading Concert" di Pino Cacozza, originario di San Demetrio Corone, autore del romanzo "La terra di Yll". E' intervenuto anche Ernesto Iannuzzi cantautore arbéresh di Firmo.

La Settimana dedicata a Skanderbeg, insieme a molte altre iniziative, si inserisce in una serie di manifestazioni che conducono verso la celebrazione nel 2019 del 1° centenario della Eparchia greco-bizantina-cattolica di Lungro.

L'Eparchia di Lungro, istituita nel 1919 per gli italo albanesi cattolici di rito bizantino dell'Italia continentale, ricopre un ruolo particolare nel campo dell'ecumenismo. Il popolo italo albanese, accolto e pienamente inserito nella chiesa cattolica, prega in lingua greca seguendo l'antica tradizione liturgica orientale e, respirando con i suoi "due polmoni", la Chiesa bizantina cattolica diventa un ponte tra oriente e occidente, favorendo l'avvicinamento tra le due realtà ecclesiali.

In preparazione del primo centenario dell'Eparchia di Lungro si terrà una conferenza nel Seminario Italo Greco Albanese di Cosenza il 25 gennaio su "Il Concilio di Firenze". Relazionerà Padre Roberto Giraldo ofm, docente di ecumenismo presso l'Istituto di Studi Ecumenici "San Bernardino" di Venezia.

locandina SPUC 20181Anche quest'anno le chiese cosentine si sono impegnate per organizzare insieme la Settimana di Preghiera per l'Unità dei Cristiani, con un programma che inizierà venerdì 19 gennaio con un concerto di celebrazione comune sul tema "Potente è la tua mano, o Signore". Di seguito il programma:

19 Gennaio 2018  ore 18.30

Concerto comunitario di apertura – Chiesa Pentecostale Bethel – Via Popilia – Cosenza. Meditazione a cura di don Dario De Paola (Resp. Ufficio Diocesano per l’Ecumenismo e il Dialogo)

20 gennaio  2018  ore 18.30

Chiesa Avventista del Settimo Giorno – Via E. Capizzano, 10/12 – Cosenza. Meditazione a cura del past. Armando Casarella (Chiesa Valdese)

22 gennaio 2018  ore 18.30

Chiesa Evangelica Valdese – Via Doviziosi, 44 – Dipignano. Meditazione a cura del past. Gaetano Caricati (Chiesa Avventista del Settimo Giorno)

25 gennaio  2018  ore 18.30

Chiesa Maria SS. del Carmine – Piazza XX Settembre – Cosenza. Meditazione a cura di Susanna Giovannini (Chiesa Pentecostale Bethel)

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