In occasione della XVI Giornata del dialogo cristiano islamico, il SAE locale, insieme con il Movimento dei Focolari e il Gruppo di Dialogo Interreligioso per la Pace il 18 novembre hanno organizzato un incontro dal titolo “Il ruolo delle donne nel dialogo interreligioso e interculturale”. Relatori: Simone Said Nardella (Coordinatore del Centro Islamico di Cosenza), Fatima El Amran (Coordinatrice regionale dei Giovani Musulmani d’Italia), Maria Intrieri (professore associato di Storia Greca presso Unical e collaboratrice del Centro Studi del Movimento dei Focolari), Susanna Giovannini della Chiesa Pentecostale Bethel e socia del SAE. Alle relazioni, coordinate da Alessandra de Rosa (consigliera comunale di Cosenza e delegata ai rapporti con le comunità religiose) sono seguite le testimonianze di rappresentanti del Gruppo Interreligioso per la Pace e dei numerosi presenti all’evento.

Suor rita giaretta con papa francesco

Suor Rita Giaretta è una religiosa italiana, di fede cattolica, appartenente all'istituto delle Suore Orsoline del Sacro Cuore di Maria. n linea con il carisma della congregazione di cui fa parte, è impegnata in opere pastorali e sociali rivolte soprattutto al mondo femminile. Risiede e opera a Caserta, dove ha fondato la Comunità di Casa Rut con l'obiettivo di soccorrere le donne vittime dello sfruttamento della prostituzione.

La comunità prende il nome dalla figura biblica di Rut - da cui l'omonimo libro - che nonostante le sue origini moabite, rimasta vedova segue la suocera in Giudea, nella terra d'Israele, scegliendo di vivere da straniera. Il personaggio è quindi associato al temi della solidarietà e dell'accoglienza, specie se rivolti a coloro che emigrano dalla propria patria. Infatti le ospiti di Casa Rut sono perlopiù straniere, provenienti dai paesi dell'Africa e dell'Europa dell'est.

Nei primi venti anni di attività, circa 370 donne hanno trovato rifugio a Casa Rut, intraprendendo un percorso di liberazione dallo sfruttamento. Molto spesso le donne ospitate sono in stato di gravidanza o portano con sé neonati, a volte frutto di violenza, i quali sono accolti assieme alle loro madri.

In allegato puoi leggere la lettera che ha inviato al gruppo SAE Cosenza in occasione del Convegno del 2 dicembre 2017.

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In occasione della Giornata Mondiale contro la Violenza sulle Donne, il SAE ha organizzato il convegno di studi

La violenza sulle donne da una prospettiva biblica 
Una lettura della Bibbia dal punto di vista ebraico e dal punto di vista cristiano

SABATO 2 DICEMBRE – ore 17.00
al Teatro dell'Acquario - Via Galluppi, 15 - Cosenza

Il 14 ottobre scorso si è svolto a Cosenza un interessante Convegno di Studi su Lutero, che ha visto presenti due illustri relatori, il prof. Paolo Ricca, teologo valdese e grande amico del SAE, e il prof. Riccardo Burigana, Direttore del Centro Studi Italiano per l’Ecumenismo San Bennardino di Venezia. Sede del Convegno la chiesa pentecostale Bethel. Un momento di indicibile gioia per le socie e i soci del Gruppo SAE di Cosenza, organizzatori dell’evento. Un momento sognato, sperato, preparato “insieme” con entusiasmo e determinazione. Il SAE, che opera ormai da 25 anni sul territorio cosentino, non ha voluto far mancare il proprio contributo nel contesto delle manifestazioni che si stanno svolgendo a Cosenza per il 500° Anniversario della Riforma protestante. Un contributo che attesta la disponibilità del Gruppo a collaborare, sia a livello ecumenico che interreligioso, per una sensibilizzazione sempre più ampia e capillare di tutti gli ambienti del territorio cittadino dalle scuole alle associazioni e alle diverse Fedi presenti nella nostra città. La relazione del professore Paolo Ricca “Gli Ebrei nella Riforma di Lutero”, ha esaminato i diversi aspetti di un argomento vasto e impegnativo. Nel suo intervento “L’Oriente Cristiano negli Scritti di Lutero” il professore Burigana ha incentrato la riflessione sui rapporti di Lutero con l’Oriente Cristiano. Due argomenti interessanti, suggestivi, che hanno catturato l’attenzione del pubblico presente dall’inizio alla fine. Un pubblico numeroso e variegato, costituito da cristiani delle diverse Chiese, rappresentanti di Associazioni e di Fedi presenti sul territorio cittadino. Sono semi gettati, da curare, coltivare, far fruttificare e diffondere in tutti gli ambiti culturali entro cui operiamo e siamo presenti.

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