SEGRETARIATO ATTIVITA' ECUMENICHE

gruppo di  Cosenza

ASSOCIAZIONE INTERCONFESSIONALE DI LAICI PER L'ECUMENISMO E IL DIALOGO
A PARTIRE DAL DIALOGO EBRAICO-CRISTIANO


Lo scorso 15 novembre ci ha lasciato Pietro Monaco, caro amico e animatore del dialogo ecumenico a Cosenza, oltre che socio fondatore del gruppo SAE locale.

Di seguito le testimonianze di chi lo ha conosciuto e ha lavorato insieme a lui:

Pietro Monaco è stato uno che ha creduto veramente nel dialogo tra le Chiese cristiane e lo ha portato avanti con volontà cocciuta. Partecipava con entusiasmo ai preparativi della Settimana di Unità e non mancava mai alle riunioni organizzative, che quasi sempre si facevano in Arcivescovado. Ad un certo punto però non gli bastò più la Settimana di Unità. Sentiva l'esigenza, oserei dire l'urgenza, di un supplemento di dialogo durante tutto l'anno, di un ecumenismo vissuto nel quotidiano. Conobbe il SAE e...fu amore a prima vista! Si rese conto che era l'unico modo per dare al dialogo ecumenico quella continuità che lui voleva realizzare. Con pazienza, con tenacia, con passione si adoperò per avviare un gruppo SAE a Cosenza. E fu così che nella Pentecoste del 1992 nella Casa valdese di Dipignano nasceva il SAE di Cosenza formato da un piccolo gruppo di valdesi e cattolici. Tante le iniziative realizzate con l' apporto operoso di Pietro: incontri di formazione ecumenica e culturale, riflessioni bibliche, preghiera. Nel dicembre del 1997 partecipò attivamente all'organizzazione del primo incontro regionale del SAE a Bivongi. E nell'ottobre del 1999 organizzammo insieme il secondo incontro regionale del SAE a Guardia Piemontese. Quando per motivi di salute dovette rallentare l'attività, voleva però essere informato di tutte le attività del gruppo e quando si sentiva partecipava anche alle riunioni, incoraggiando, stimolando, proponendo...Caro fratello Pietro, il tuo impegno, la tua paziente perseveranza, la tua testimonianza sincera e appassionata saranno una luce sul mio cammino e mi sproneranno a procedere con coraggio e determinazione sulle strade sempre nuove del dialogo ecumenico ed interreligioso.   

MARIA PINA FERRARI

 

Pietro Monaco era un sognatore ad occhi aperti, un po’ visionario. Vedeva più avanti, al di là delle cose e poi tornava indietro a realizzarle. Era un uomo di cuore, uno di quelli che si ostinano a credere nel sentimento puro. Aveva grandi slanci ecumenici e si commuoveva con facilità. Non si arrendeva mai di fronte alle difficoltà tanto da essere ritenuto da molti un testardo, ma lui non temeva il giudizio degli altri e cercava il dialogo con tutti superando con ogni mezzo a sua disposizione pregiudizi e chiusure. Pietro Monaco era ecumenico nel quotidiano. Aveva un’energia vitale che gli ha permesso di realizzare fino in fondo il progetto di Dio sulla sua vita. Ha saputo scoprire, oltre il filtro opaco della quotidianità, la bellezza che Dio gli ha donato e che gli ha chiesto di far fiorire. Lui ci ha insegnato con l’esempio che vivere non è trascinare la vita ma è abbandonarsi come un gabbiamo all’ebbrezza del vento. Per lui vivere era assaporare l’avventura della libertà e dell’unità tra i cristiani sia pure nella diversità, sapendo di avere nel volo un partner grande: il suo Signore e il suo Dio. Negli ultimi anni i nostri incontri si sono un po’ diradati per vari impegni ma so da chi ha avuto la fortuna di stargli accanto fino alla fine che lui non si è mai contraddetto, ha mantenuto la voglia di vivere e l’ha saputo coniugare con un grande abbandono nel Signore: “Nelle Tue mani è la mia vita” diceva spesso soprattutto quando la sofferenza diventava più acuta e le sue forze sembravano venire in meno. ra, tu, Pietro non sei più fisicamente tra noi, ma da lassù continua a donarci il tuo amore per Gesù e per l’unità delle Chiese.

SUOR ERNESTA BECCIA, Figlia della Chiesa

 

Il cammino ecumenico nella nostra Diocesi di Cosenza-Bisignano, pur tra alti e bassi, rappresenta, oramai, un elemento contraddistintivo ed imprescindibile del tesoro pastorale della stessa. Per quanto mi riguarda, esso iniziò nel 1984, durante il Convegno Diocesano di Paola. Ricordo che, nel corso di quella seduta assembleare, si approvò la ”introduzione del concetto ecumenico nella catechesi”; pensate un po’, bisognava ancora introdurre il concetto, figuriamoci l’esperienza. Furono, quelli a seguire, anni di “gavetta”, dove era difficile, alle volte, non guardarsi con …diffidenza. Parroci che nemmeno volevano sentir parlare di Ecumenismo; fratelli evangelici timorosi di varcare le soglie di una qualsiasi parrocchia. Ma furono anche anni di incontri, di intrecci di sguardi, di scambi di esperienze di vita che, credo, resteranno incancellabili nella formazione di ciascuno di noi. I primi incontri della commissione si tenevano quasi sempre nella sede Vescovile, dove si aveva cura di scegliere stanze il meno confessionali possibile. Le riunioni si susseguivano con entusiasmo, coinvolgendo, di volta in volta, i fratelli delle altre Chiese presenti nel territorio Diocesano, anch’essi radicati sul territorio da molti anni. Tra questi, i fratelli Valdesi, la cui Chiesa in quel di Corso Mazzini, fin da quando ero adolescente, mi sembrava avvolta nel mistero, protetta com’era da quel portone scuro e dalla quale ogni tanto, di domenica, vedevo uscire persone che vi sostavano sorridenti per qualche tempo. Tra questi il nostro Pietro Monaco, per il quale mi si chiede di scrivere un ricordo. Il Pincipe De Curtis ( Totò) in una delle sue celeberrime frasi ad effetto diceva che “signori si nasceva..”; parafrasandolo, diremmo che ecumenici lo si diventa , ma signori si nasce. Ecco, Pietro lo ricordo sempre come una persona di quelle che ..erediteranno la Terra, cioè mite. La mitezza, il sorriso composto e , direi, l “aplomb” inglese, erano i tratti somatici di Pietro. Conversare con lui era piacevole: di poche parole, ma efficace nella comunicazione. La sua presenza era discreta ma rassicurante. Erano molti anni che non lo vedevo per il mio doloroso disimpegno ecumenico; l’ultima volta in Corso Mazzini. Lo sguardo profondo, il chiedere discreto, quell’abbraccio solidale: cose tutte che potrebbero, da sole, fare un programma di impegno pastorale. Nello scrivermi il poeta David Maria Turoldo citò una frase di Hillesum: “Quel pezzetto di eternità che portiamo dento, può essere espresso in dieci volumoni, come in una parola”. Pietro meriterebbe volumi di testimonianza, cosa che lascio a chi lo ha frequentato a lungo. A me toccava il ricordo scarno ma robusto come le mani degli anziani arse dall’esperienza della vita. Pietro, il tuo ricordo è per sempre perché hai percorso le strade difficili dell’ecumenismo dove ogni pietra del selciato è dono gradito a Dio, il solo che consola. 

PINO BARBAROSSA

 

Pietro era una persona che teneva molto alla sua chiesa, alle sue radici di evangelico, all'andamento in generale della sua chiesa. Fino ad un certo punto è sempre stato presente ai culti, alle assemblee, quando si doveva andare fuori etc. Lui ha sostituito sempre la vacanza pastorale facendo i culti, lui osava scrivere alla Tavola Valdese per protestare delle cose che non andavano, ha sempre fatto interventi agli incontri, quindi era attento e ben determinato. Ma spesso polemico, come me d'altronde, un lamentarsi costruttivo. Aveva anche lui i suoi difetti, un po' conservatore e testardo su alcune cose. Non gli piaceva il sacerdozio universale, le donne pastore, lui prediligeva il pastore laureato e maschio. Molto lontano da alcune problematiche sociali a cui la Tavola Valdese nei vari sinodi aveva invece affrontato con serenità e responsabilità evangelica. Che dire, con tutti i suoi limiti magari gli evangelici fossero tutti come lui. Era una bella persona.. 

VANDA SCORNAIENCHI

 

Ogni volta che si parla di persone che non ci sono più, è come se si volesse mettere in luce, anche forzatamente, tutti i pregi, le positività, le qualità di chi ormai è assente. Insomma, si cerca quasi di rimediare a quanto non è stato fatto o detto prima. Per Pietro Monaco non è così. Da sempre lo ricordiamo con stima e gratitudine per avere voluto, con la sua proverbiale cocciutaggine, un gruppo SAE anche a Cosenza. Si, se oggi ci siamo e lavoriamo così fattivamente, lo dobbiamo anche a lui, fautore insieme ad altri soci della costituzione, nel lontano 1992, di una rappresentanza del SAE nella nostra città. Non abbiamo avuto moltissime occasioni per lavorare insieme perché noi siamo entrati a far parte della famiglia del SAE un po' di anni dopo, ma ci ha sempre colpito la sua voglia di fare di più per promuovere un dialogo ecumenico continuo e non legato solo alla Settimana di Preghiera per l'Unità dei Cristiani. Lo ricordiamo combattivo e tenace, forte della sua fede evangelica e del suo attaccamento alla piccola comunità valdese di Cosenza che cercava di sostenere e far conoscere. Nel predisporre la programmazione delle attività annuali del SAE ricordiamo il suo essere determinato nella scelta dei temi da affrontare e delle persone da coinvolgere. Il confronto con lui non è stato sempre facile: la sua schiettezza, il suo rigore, la sua precisione a volte ci preoccupavano. Ma per lui forse costituivano un modo per affermare ciò in cui credeva fermamente, costi quel che costi. E' vero, la nostra amicizia all'interno del gruppo non si è mai incrinata. Siamo sempre stati molto rispettosi gli uni degli altri, ma a volte con Pietro la discussione si faceva accalorata e accesa e forse in alcune occasioni è stato più difficile riprenderla, ma poi veniva sempre ripresa.. Non si è mai lasciato niente in sospeso, il dialogo è sempre continuato aperto e sincero. E' vivo in noi il ricordo dei suoi interventi, foglietti in mano, nel corso dei nostri incontri. Tante le iniziative realizzate insieme come SAE, in particolare ricordiamo il 1996 gli incontri biblici sul tema "Le parabole di Gesù" che lo hanno visto come relatore nella Chiesa Cristiana Avventista di Cosenza e nel 1998 presso la Chiesa Valdese di Cosenza quando ci parlò di "Gesù, Colui che incontra". Che dire, se non manifestare la nostra riconoscenza a Pietro per ciò che ha vissuto insieme a noi e augurarci di saper sempre tenere accesa, nella nostra città, la fiaccola del dialogo ecumenico con lo stesso impegno e la stessa tenacia che lui ha dimostrato.  

ANNA MARIA E GIACOMO GUGLIELMELLI

 

IMG 20181123 WA0079In seguito ai tragici eventi dell'11 settembre 2001, quando ogni possibilità di dialogo tra cristiani e musulmani sembrava irrimediabilmente fallire, un gruppo di cristiani (cattolici, evangelici e ortodossi) osò sfidare le gravi difficoltà del momento storico promuovendo, in alternativa, la cultura del dialogo e dell'accoglienza. Convinti che "è sempre da un fiocco di neve che ha origine una valanga"  cristiani e musulmani cominciarono a parlarsi  di conoscenza reciproca , di rispetto, di fraternità... in pace.

A Cosenza sono ormai sette anni che  cristiani delle diverse confessioni organizzano la Giornata del dialogo insieme alla comunità islamica della città.

A farsi promotore dell'iniziativa il Gruppo SAE (Segretariato Attività Ecumeniche) da oltre 25 anni operante nella nostra città. Consapevole dell'importanza di un dialogo rispettoso e costruttivo tra le diverse fedi presenti sul territorio  per realizzare la  giustizia e  la pace, il gruppo ha coinvolto sin dall'inizio, oltre alla comunità musulmana di  Cosenza, le Associazioni Stella Cometa e MOCI.

Il 5 dicembre nella sede del MOCI si è svolta la  Giornata Ecumenica del dialogo 2018 che ha avuto come tema "La più bella delle storie" una chiacchierata su Giuseppe  fra una cristiana e un musulmano. La storia di Giuseppe, figlio di Giacobbe, si trova sia nella Bibbia che nel Corano ed è per questo che è stata scelta come filo conduttore di questa chiacchierata. Sì, perchè ormai dopo sette anni di conoscenza, rispetto e amicizia, cristiani e musulmani della nostra città si parlano con    tranquillità, senza problemi.  A Cosenza succede anche questo... 

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IMG 20181111 WA0059In occasione della Giornata Internazionale per l'eliminazione della violenza contro la donna, istituita dalle Nazioni Unite già dal 1999, il Gruppo SAE Cosenza ha organizzato venerdì 23 novembre un incontro sul tema "La medaglia e il suo rovescio". Fra i relatori, il direttore della Casa Circondariale di Cosenza, dott. Filiberto Benevento, e lo psicoterapeuta Antonio Rizzo.

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Grande animazione, aria di festa e tanti bambini nella chiesa cristiana avventista a far da corona a un evento particolare: la presentazione al Tempio di Emanuel, Rebecca e Jasmine, i tre splendidi nipotini di Angioletta Roberto, la socia avventista del SAE Cosenza. Una cerimonia bella, semplice ma coinvolgente e partecipata, quella del 13 ottobre scorso, che ha avuto momenti di particolare commozione come la preghiera di consacrazione e benedizione, e la testimonianza di Stefania, mamma della piccola Rebecca, che ha pregato con grande fede il Salmo 121 e poi ha voluto condividere con i presenti l'esperienza di abbandono al Signore in alcuni momenti della sua non facile gravidanza. Shabat shalom! Sabato di pace, di gioia e di esultanza nella comunità avventista per il dono al Signore di tre meravigliosi bambini. Ai genitori, ai nonni e alla comunità tutta, gli auguri più affettuosi dalla grande famiglia del SAE.

IMG 20180618 WA0038Si è concluso domenica 17 giugno 2018, con la celebrazione della Divina Liturgia, nella Cattedrale di Lungro, il XXI convegno dei Vescovi Orientali Cattolici d’Europa, invitati in Calabria da Sua Eccellenza Donato Oliverio, Vescovo dell’Eparchia di Lungro degli Italo Albanesi dell’Italia Continentale.

I presuli, una cinquantina, provenienti da vari Stati Europei e in rappresentanza di una dozzina di chiese orientali cattoliche, sono giunti in Calabria lo scorso mercoledì 13 giugno e hanno visitato alcuni luoghi significativi della Diocesi, come Frascineto, San Demetrio Corone e Lungro nelle cui chiese si sono svolte solenni concelebrazioni liturgiche secondo il rito bizantino.  Il loro pellegrinaggio ha compreso anche altri luoghi che ricordano il passato bizantino della Calabria, quali il Santuario di San Francesco di Paola e la Cattedrale di Rossano, con visita al prezioso Codex Purpureus Rossanensis.

Nelle mattinate, i Vescovi, alla presenza del Cardinal Bagnasco, presidente del Consiglio delle Conferenze Episcopali Europee e del Cardinal Sandri, Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali, hanno ascoltato relazioni imperniate sul volto di una chiesa orientale. Tra gli illustri relatori Riccardo Burigana, Direttore del Centro Studi per l’ecumenismo in Italia con sede in Venezia, il quale ha messo in evidenza che la fede dei primi esuli albanesi, giunti in Italia nel XV secolo, con grandi sofferenze per il distacco dalla madrepatria, offre documentazione storica della possibile pacifica convivenza delle diverse tradizioni all’interno della chiesa cattolica, con condivisione delle peculiarità per l’arricchimento reciproco.

La Chiesa di Lungro è onorata di aver ospitato questo grande evento che riveste un significato notevole nel cammino verso l’unità dei cristiani e che tramite essa è un dono per la Chiesa calabrese e italiana. La piccola Eparchia di Lungro ha una speciale vocazione ecumenica in quanto custode delle tradizioni orientali, portate in Italia dai suoi avi Albanesi, e nello stesso tempo perfettamente integrata nella realtà italiana e pienamente inserita nella chiesa cattolica.

Questo importantissimo evento di grazia è un preludio alle celebrazioni per il primo centenario della Eparchia di Lungro, costituita nel febbraio del 1919 da Papa Benedetto XV, che avranno luogo nel corso del 2019.

IMG 20180605 090706E' il 2 giugno. Alle 10.30 in punto rabbi Barbara Aiello ci sta già aspettando su piazza Pitagora. Lasciate le macchine ci avventuriamo per la ripida salita che conduce alla Sinagoga nel centro storico di Serrastretta. Ner Tamid del Sud, la Luce eterna del Sud, unica sinagoga attiva in Calabria dal 2006, è frequentata da ebrei provenienti da diverse parti del mondo, ci spiega la rabbina strada facendo.

All'ingresso ci accoglie un cartello in lingua ebraica, inglese e italiana  "Benvenuto SEGRETARIATO ATTIVITA' ECUMENICHE di Cosenza", all'interno un tavolo imbandito con dolci, bibite e acqua fresca che ci ripaga del caldo, del viaggio e della salita. Poi ci addentriamo nei misteri della cultura ebraica calabrese. Rabbi Barbara ci mostra con orgoglio la sua bella collezione di shofar che provengono dalla Spagna, dalla Germania, dalla Polonia e dalla Russia. Ci spiega che lo shofar viene suonato in occasione di Rosh haShana, il Capodanno ebraico, che ricorre a settembre. Uno dopo l'altro ci fa ascoltare i quattro suoni che scandiscono le diverse ricorrenze annuali: Tekiah, Shevarim, Tekiah Gedolah, Teruah.

Ci spostiamo, quindi, nella sala adiacente alla Sinagoga  dove Rabbi Barbara ha creato un piccolo museo con una collezione di Chanukkiyah, il candelabro a nove bracci utilizzato durante la festa Hannukkah, e di mahtab, la paletta per l’incenso. Possiamo persino ammirare una simpatica riproduzione dello shabbat realizzata con dei pupazzetti di peluche.

Arriva il momento più emozionante:  l'apertura dell'Armadio Sacro, l'Aron-Ha-Kodesh dove sono custoditi 3 antichissimi Sefer Torah, uno dei quali scritto a mano su carta di papiro nel 1783 a Torino. La rabbina ci  mostra anche un Sefer portatile, che poteva essere facilmente trasportato e celato nei periodi di persecuzione. Poi, indossato il Talled, la sciarpa a strisce blu utilizzata durante la preghiera, ci legge un passo della Torah in ebraico con l'aiuto della manina, lo Yad. Quindi invita uno di noi a leggerlo in italiano.

La visita si  conclude con la benedizione sotto la Tenda che ci  emoziona non poco. Porteremo con noi a Cosenza il ricordo di questa esperienza altamente significativa.

Grazie Rabbi Barbara! Shalom!

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locandina 26 maggio1Il Gruppo SAE Cosenza ha organizzatoun convegno sull'inclusione sociale dal titolo "Osare la speranza", giorno 26 maggio alle ore 18.30 presso la Cittadella del Volontariato di Cosenza. A relazionare, suor Rita Giaretta, fondatrice di Casa Rut, una comunità che ha l'obiettivo di soccorrere le donne vittime dello sfruttamento della prostituzione.

Nella sua testimonianza fiume, suor Rita ha raccontato ai numerosi presenti - che ascoltavano rapiti - le vicissitudini che hanno portato alla nascita della comunità e le difficoltà incontrate nel cammino, amplificate nel contesto di un territorio come quello casertano, martoriato dalla corruzione e dalla camorra. Insieme a lei anche Joy, una 25enne nigeriana, ha raccontato la sua storia e il suo percorso di liberazione dallo sfruttamento alla libertà e al recupero della sua dignità, e ha emozionato i presenti annunciando la sua felicità nel ricordare che proprio quel giorno - il 26 maggio - ricorreva il compleanno della sua libertà: il giorno in cui si era presentata a Casa Rut ed aveva ritrovato se stessa.

Suor Rita ha concluso ricordando che ciò che accade ogni giorno, ovunque si consuma lo squallido commercio della prostituzione, ovunque vi sono clandestini, ovunque bambini vengono utilizzati per l'accattonaggio, avviene con la complicità di tutti noi. Perchè Dio continua a chiedere a noi oggi, come a Caino allora: "Dov'è tuo fratello?". A noi sta la responsabilità di far rinascere la vita e a riaccendere la speranza. Tutti noi abbiamo bisogno di speranza: le giovani donne migranti, per riprendersi la loro dignità di persone e noi “occidentali”, che abbiamo confuso il benessere con il possesso di beni materiali, per riprenderci il senso della vita.

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La prevista partecipazione di Paola Cavallari, impossibilitata a partecipare fisicamente per motivi personali, è stata rimandata a data da destinarsi.

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 Lo scorso 11 aprile, il gruppo SAE Cosenza ha organizzato un convegno sul tema "Testamento biologico: implicazioni etiche e spirituali" presso il suggestivo Chiostro di S. Domenico a Cosenza, a cui hanno partecipato tutti i rappresentanti delle Chiese cristiane della città.

In allegato, il testo delle relazioni del prof. Carmine Napolitano e del prof. Piero Stefani

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Festa di famiglia nella Chiesa Evangelica Bethel di Cosenza. Mercoledì 21 marzo, con una manifestazione semplice ma significativa è stata inaugurata la Biblioteca A.M.I.C.I.B. intitolata alla memoria di Lidia Ciccone Giovannini, missionaria e co-fondatrice, insieme al marito Paolo Giovannini della Chiesa Bethel. Un bel gesto quello di voler mantenere viva la memoria di una donna che ha dedicato la vita al servizio dell'Evangelo di Cristo. Lidia ha testimoniato con la propria vita che qualcosa si può fare per piantare in questo mondo un seme di speranza, di pace , di fraternità che prima o poi darà i suoi frutti. 

Molto significativa anche la data dell'inaugurazione, 21 marzo il primo giorno di primavera! Una primavera all'insegna del dialogo...Lo scaffale interreligioso, che Susanna ha voluto con volontà cocciuta, ne è un segno tangibile.

Auguri da parte del SAE a tutta la Comunità Bethel e alla famiglia Giovannini.

IMG 20180321 WA0015Dal tramonto del 20 a quello del 21 Marzo la comunità bahá’í in Italia e nel mondo festeggia il Naw Rúz, la festività che segna l’inizio dell’anno 175 secondo il calendario bahá’í.

Il Naw Rúz, il cui nome significa letteralmente “nuovo giorno”, ha origine nell’antica civiltà persiana, e fu Bahá’u’lláh (1817 – 1892), Fondatore della fede bahá’í, a scegliere questa data, corrispondente all’equinozio di primavera, come inizio dell’anno per tutti coloro che seguono la Sua Fede.

Da oltre 3000 anni questa festa è celebrata da più di 300 milioni di persone in tutto il mondo, ed è stata dichiarata Giornata Internazionale dall’Assemblea delle Nazioni Unite in quanto parte dell’intangibile patrimonio culturale dell’umanità riconosciuto dall’UNESCO.

La festività è stata celebrata in più di 300 città italiane con una serie di incontri aperti a tutti, caratterizzati dallo spirito di condivisione e dall’assenza di ritualità. A Cosenza il Naw Rúz è stato festeggiato il 20 marzo presso il locale centro bahà’ì. Erano presenti diversi rappresentanti del SAE, delle comunità cattolica, evangelica pentecostale, dell’associazione “Coesistenza” e verso la fine della festa anche del rappresentante della comunità islamica che aveva frainteso l’orario di inizio. È stato bello stare anche con lui fino a tarda sera a condividere sentimenti spirituali.

Un piccolo gruppo di amici, ventidue, tanti quanto il piccolo centro bahà’ì ne può ospitare, ma con una nutrita presenza di etnie, italiani, qualcuno dalla Persia, Malesia e Colombia. Un ricco buffet ha allietato la parte finale della festa. Preghiere, letture, poesie, musiche e racconti hanno reso spirituale e gioioso l’incontro.

Per i bahá’í il Naw Rúz ha un profondo significato simbolico: così come a partire dall’equinozio i raggi del sole scaldano con più intensità la terra risvegliando la natura dal torpore invernale, allo stesso modo, grazie agli insegnamenti degli Educatori divini, tra i quali ricordiamo in ordine cronologico Mosè, Budda, Cristo, Mohammed, il Bab e Bahá’u’lláh, l’umanità si avvia verso una primavera spirituale, un’epoca di fioritura della civiltà e di progresso in cui tutta l’umanità vivrà fianco a fianco nella pace e nell’unità, dando vita a una civiltà prospera materialmente e spiritualmente.

La presenza di rappresentanti del Gruppo interreligioso presente a Cosenza agli incontri, festività e ricorrenze sacre delle singole comunità sta sempre di più diventando elemento di forte coesione e testimonianza di rispetto reciproco. L’unità nella diversità e la pace, si è detto ieri sera, non sono solo possibili nel mondo ma sono inevitabili.

IMG 20180227 WA0041Come ogni 27 del mese da un anno a questa parte, anche martedì 27 febbraio si è svolto l’incontro del Gruppo di dialogo interreligioso per la Pace, presso il Chiostro di S. Domenico. Nell’incontro di questo mese, in particolare, è stata celebrata la ricorrenza dell’anno di attività del Gruppo.

Era, infatti, febbraio 2017 quando un certo numero di persone appartenenti a religioni diverse ha deciso di concentrare le proprie energie verso il comune obiettivo della Pace. Il Gruppo, identificatosi oggi come “di dialogo interreligioso per la Pace”, è il risultato di un percorso iniziato tempo prima.

L’interesse al dialogo interreligioso è gemmato a seguito dell’invito proferito da Giovanni Paolo II il 27 ottobre 1986 ad Assisi. Incontri interreligiosi erano già iniziati a Cosenza nel 2007: persone appartenenti a comunità e associazioni religiose e laiche presenti nell’area urbana di Cosenza hanno incominciato, in modo informale, a conoscersi e confrontarsi in più occasioni – tavole rotonde, incontri di preghiera, feste della convivialità, conferenze – che hanno messo in relazione le varie fedi operanti sul territorio. La stessa Amministrazione Comunale, da sempre attenta alle istanze provenienti dal territorio, ha riconosciuto, con delibera n. 67 del 2010 la formazione del GLR, ovvero Gruppo di Lavoro sulle Religioni costituito dai rappresentanti delle comunità religiose presenti in città.

Diverse fasi hanno contraddistinto la formazione di questo Gruppo per com’è adesso. Dal 2011 il SAE (Segretariato per le Attività Ecumeniche) di Cosenza promuove una serie d’incontri interreligiosi coinvolgendo le diverse Chiese Cristiane del territorio, l’IBISG (Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai), la comunità di Fede Baha’i e l’associazione Daawa. In seguito la rete si è ampliata ancora estendendosi all’Associazione Stella Cometa, alla Commissione Diocesana Migrantes, all’Ufficio Diocesano per l’Ecumenismo e il Dialogo, al MO.C.I. (Movimento Cooperazione Internazionale), all’associazione Coesistenza e al CIC (Centro Islamico di Cosenza).

Sull’onda dello “Spirito di Assisi”, che fa della fraternità il concetto cardine dell’opera di dialogo tra le religioni, dunque, coloro che hanno sentito il loro cuore rispondere all’esigenza di pace, hanno deciso di riunirsi il 27 di ogni mese per “pregare per la Pace”, laddove per preghiera non deve intendersi altro che operare fattivamente per la Pace, in prima persona, essere “preghiera vivente”, operatori di Pace nel quotidiano. Un percorso, questo del dialogo interreligioso, che attesta la presenza sul territorio cosentino di coscienze sveglie, di elevata consapevolezza, sia tra i cittadini che nelle istituzioni. E che sempre più identifica Cosenza come città di integrazione, secondo l’auspicio espresso dalla d.ssa Alessandra De Rosa, delegata comunale ai rapporti con le comunità religiose, che da sempre connota la sua attività sul binario del dialogo e dell’accoglienza.

La configurazione del Gruppo è avvenuta nel tempo in maniera spontanea e naturale, ha visto aderire e proseguire nel percorso individui che si sono impegnati in prima persona ad operare per la pace partendo dal loro quotidiano, mossi da sincera convinzione. Nell’incontro del 27 febbraio, infatti, l’elemento che è stato posto in evidenza da tutti i presenti negli interventi è stata la volontà di voler contribuire a realizzare la pace, a “non spargere corruzione sulla terra, dopo che è stata resa prospera” secondo le parole del Corano, nella consapevolezza che la pace individuale sia imprescindibile dalla pace sociale (N. Daishonin) e viceversa, come sostiene Hans Kung, che invita a rendersi consapevoli della propria personale responsabilità nel processo.

La forza del Gruppo, dunque, è in ogni singolo cuore che lo compone, nell’utopia che ciascuno ha abbracciato, per la quale anzi allarga le braccia per accogliere il vicino e rubare così un pezzetto di quella luna che tutti i veri sognatori recano nel cuore, a qualsiasi età. Aveva 88 anni Pietro Ingrao quando ribadiva che «nella vita bisogna essere sempre più folli, più utopisti. Bisogna avere il coraggio di sognare. Da ragazzino dissi a mio padre che volevo la luna. Oggi non ho cambiato idea». Del resto, Astolfo non è andato sulla luna a recuperare il senno di Orlando?

La pace, in fondo, è una verità scritta nell’uomo, ciascuno dovrebbe placare in sé il rumore che la soffoca. Sentirebbe che l’uomo non ha vita se non “trascende da sé e pone il suo significato in qualcosa o qualcuno da amare” (V. Frankl).

Le parole di Papa Francesco, ricordate all’inizio dell’incontro, hanno trovato tutti d’accordo: «Se c’è una parola che dobbiamo ripetere fino a stancarci è questa: dialogo. Siamo invitati a promuovere una cultura del dialogo cercando con ogni mezzo di aprire istanze affinché questo sia possibile e ci permetta di ricostruire il tessuto sociale. La cultura del dialogo implica un autentico apprendistato, un’ascesi che ci aiuti a riconoscere l’altro come un interlocutore valido; che ci permetta di guardare lo straniero, il migrante, l’appartenente a un’altra cultura come un soggetto da ascoltare, considerato e apprezzato. È urgente per noi coinvolgere tutti gli attori sociali nel promuovere “una cultura che privilegi il dialogo come forma di incontro”, portando avanti la ricerca di consenso e accordi, senza però separarla dalla preoccupazione per una società giusta, capace di memoria e senza esclusioni».

Integrazione attraverso il dialogo e nel rispetto della differenza, dunque, è l’obiettivo del Gruppo di dialogo interreligioso per la Pace, che si impegna a realizzarlo attraverso una serie di iniziative volte innanzitutto a promuovere scambio e conoscenza delle altre culture ed esperienze religiose presenti in città. «L’ignoranza conduce alla paura, la paura all’odio e l’odio conduce alla violenza. Ecco l’equazione» (Averroè).

Rosa Ciacco

Presidente Associazione Coesistenza

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Nonostante le intemperie e il freddo pungente di questi giorni, le sorelle cristiane del SAE di Cosenza non hanno voluto mancare l'annuale appuntamento con la Giornata Mondiale di Preghiera. Alle ore 18 di venerdì 2 marzo si sono ritrovate nella chiesa valdese per un momento di riflessione e preghiera in sintonia spirituale con le donne del Suriname che hanno preparato la liturgia di quest'anno.

"Tutta la creazione di Dio è molto buona" (Gen 1,31) questo il titolo della GMP 2018 .

Al centro dell'aula liturgica un tavolo con la Bibbia, un vaso di fiori variamente colorati, un cesto di frutti tropicali, un cero rosso, le maracas... tutti segni delle diverse realtà del Suriname.

In apertura dell'incontro è stato proiettato un video di presentazione del SAE e delle diverse attività del gruppo di Cosenza, appositamente preparato da Susanna Giovannini della Chiesa Pentecostale Bethel, che ha anche curato l'animazione musicale e i canti.03

Dopo il saluto ai presenti della responsabile del gruppo Maria Pina Ferrari, ha avuto inizio la celebrazione animata da rappresentanti delle diverse chiese cristiane.

La meditazione sul testo di Genesi 1, 1-31 è stata proposta da Vanda Scornaienchi, laeder storica della GMP a Cosenza.

A ogni persona presente è stata consegnata una piccola cartolina con il disegno di una tartaruga marina, sulla quale scrivere il proprio impegno a favore del creato. Tutte le cartoline sono state poi raccolte e lette durante la celebrazione.

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Al termine dell'incontro è stato consegnato ai presenti un piccolo dono simbolico appositamente confezionato da Nadia Scornaienchi e dalle altre

 donne valdesi del laboratorio di Dipignano. 

La recita del Padre nostro tenendosi per mano ha segnato la conclusione della GMP 2018. 

Per il SAE di Cosenza la quindicesima Giornata...Quindici splendide primavere vissute con entusiasmo all'insegna del dialogo, dell'amicizia e della collaborazione fraterna.

Grazie Vanda!!!

cartoline impegno

In allegato, la locandina della GMP2018, il testo della riflessione biblica e il nostro impegno a favore del creato (sottoscritto nelle cartoline illustrate qui accanto)

IMG 20180223 WA0063L'Ufficio Diocesano per l'Ecumenismo e il Dialogo dell’Arcidiocesi di Cosenza-Bisignano, accogliendo l'invito di Papa Francesco, ha organizzato un momento di riflessione sul tema della pace venerdì 23 febbraio 2018 alle ore 18.30 nei locali adiacenti alla Parrocchia di Santa Teresa.

Alla manifestazione hanno aderito Confessioni cristiane, Comunità religiose e Associazioni che si occupano di dialogo ecumenico e interreligioso a livello cittadino: cristiani, musulmani, buddisti Soka Gakkai, baha'i, rappresentanti del SAE, dell'Associazione Stella Cometa e dell'Associazione CoEsistenza. Un mondo variegato che ha provato "insieme" a parlare di pace. Un meraviglioso clima di unità si respirava nella sala...nel rispetto delle differenze. Perché l'unione che si realizza in particolari momenti di dialogo non cancella le differenze. Al contrario! Proprio perché le differenze sono mantenute, si può riflettere e parlare serenamente di unità.

Ha introdotto il momento iniziale della manifestazione don Dario De Paola, Delegato diocesano per l'Ecumenismo e il Dialogo che ha dato il benvenuto ai rappresentanti delle diverse chiese, delle fedi religiose e delle associazioni nonché ai numerosi presenti che gremivano la sala. "Noi non crederemo mai al diritto del più forte, ha detto tra l'altro nel suo intervento, ma vogliamo credere alla forza dei non-violenti, alle piccole azioni, all'amore che crea la pace sulla terra. Osiamo sognare, malgrado tutto, un'umanità nuova in cui abiteranno la giustizia e l'amore".

Ha coordinato i diversi interventi Pia Morimanno membro dell'Ufficio Diocesano per l'Ecumenismo e il Dialogo.

Belli e significativi canti e brani musicali eseguiti da alcuni giovani della Parrocchia ospitante hanno fatto da collante tra i diversi interventi, contribuendo così a realizzare un clima di stupenda polifonia tra i presenti mossi dallo stesso desiderio di pace.


Falo DipignanoAnche quest’anno a Dipignano (CS) la comunità valdese ha celebrato la ricorrenza della concessione dei diritti civili e politici ai valdesi con le Lettere patenti di Carlo Alberto (1848). Nella chiesa della frazione Doviziosi si è svolto il culto presieduto dal pastore Armando Casarella che ha incentrato la predicazione sul passo degli Atti degli Apostoli al capitolo 8, versetti 26-31. Hanno condiviso questo tempo forte i rappresentanti del Gruppo SAE di Cosenza e dell’Ufficio per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso dell’Arcidiocesi di Cosenza-Bisignano.

Al termine della cerimonia i partecipanti hanno assistito all’accensione di un grande falò, come avviene presso tutte le comunità valdesi in questa occasione, intonando inni di lode e di ringraziamento. E’ seguita l’agape fraterna, momento conviviale che ha rafforzato i legami di solidarietà e fraternità cristiana, favorendo il dialogo ecumenico ormai attivo da molti anni.

IMG 20180216 WA0020Il Gruppo SAE Cosenza ha celebrato la Giornata Mondiale del Malato presso l'abitazione di Nadia Mondera, giovane donna affetta da SLA (Sclerosi Laterale Amiotrofica).

Nadia è da nove anni immobilizzata a letto, attaccata ad un respiratore ed alla PEG per vivere. Comunica esclusivamente con gli occhi, puntando le lettere su un computer (comunicatore vocale). E' per lei l'unica possibilità di tenersi in contatto con il mondo esterno. Con l'utilizzo di internet e TV riesce a tenersi informata ed aggiornata su tutte le problematiche dei malati di SLA e delle altre malattie neurodegenerative. Per la sua esperienza, il Comune di Rende (CS) l'ha nominata consulente per la disabilità. In questa veste Nadia ha collaborato alla redazione di un progetto denominato "Domux Nadia" per la realizzazione di una struttura a sostegno delle persone disabili.

Pur in una condizione di estrema difficoltà, Nadia ha accolto il gruppo SAE raccontando la sua esperienza e testimoniando la sua tenace volontà di vivere: un largo sorriso, uno sguardo dolce e coinvolgente, uno spirito indomito che ha emozionato i presenti.

L'incontro si è concluso con una preghiera ed un canto ecumenico. Per il gruppo è stata un'esperienza toccante ed arricchente, che ha richiamato ad un impegno più concreto a favore di chi vive situazioni di grave sofferenza.

"Forse non riusciremo mai a tradurre in parole quello che abbiamo vissuto da Nadia", ha commentato Maria Pina Ferrari, responsabile del Gruppo SAE Cosenza. "Io che ero venuta in punta di piedi, mentre indossavo sciarpa e cappello, mi sono sentita dire da quella strana vocina metallica: 'Verrai ancora a trovarmi?'. Mi è venuto da piangere dalla gioia".

IMG 20180205 WA0024(articolo di Eleanor Carmen Gangale, socia del SAE Cosenza)

Nelle chiese di tradizione bizantina dei paesi Arbёreshё di Calabria sono previsti due momenti di preghiera per i defunti nel corso dell’anno liturgico: la settimana che precede il carnevale, solitamente nel mese di febbraio e il sabato prima della Pentecoste. Durante la “Settimana dei morti”, nota come “Java e Prigatorёvet” in lingua arbёreshe, nelle chiese si svolgono le ufficiature dei defunti e i fedeli ricordano i loro cari morti offrendo a chi è in stato di necessità una porzione di cibo, quella che sarebbe toccata al proprio congiunto se fosse ancora in vita. Questo gesto vuole esprimere la Misericordia di Dio non solo verso chi ha già lasciato questa terra ma anche verso coloro che soffrono in questa vita. Le ufficiature della settimana dei morti hanno il loro culmine il sabato quando viene celebrata la Divina Liturgia durante la quale vengono commemorati i defunti. Le letture stabilite per quel giorno illuminano i fedeli sul significato della morte. San Paolo afferma in 1 Tes. 4, 13-18: “Non vogliamo lasciarvi nell’ignoranza, fratelli, circa quelli che sono morti, perché non continuiate ad affliggervi come gli altri che non hanno speranza…Confortatevi dunque a vicenda con queste parole”. Il Vangelo (Lc. 21,8-36) invita ad essere vigili nell’attesa del Signore: “Il cielo e la terra passeranno ma le mie parole non passeranno”.

Al termine della Liturgia si distribuiscono i collivi, ovvero delle preparazioni di grano bollito e condito con zucchero, mandorle, noci, melagrane, uva passa, canditi. Il grano è simbolo della vita che muore e risorge in Cristo.

Nella Parrocchia Bizantina di Cosenza “SS. Salvatore” è stata celebrata la settimana dei defunti da lunedì 29 gennaio a sabato 3 febbraio 2018.                                                               

 

Nella foto, i collivi preparati da Andrea Bilotto, socio del SAE Cosenza, in ricordo di Marianita Montresor e Clara Achille.

IMG 20180129 WA0025Fra le tante e significative iniziative dedicate alla Giornata della Memoria svolte fra il 23 e il 29 gennaio scorso nel Campo di Internamento di Ferramonti di Tarsia (CS), non poteva mancare quella organizzata dalla Comunità Ebraica di Napoli, con un convegno dal titolo "Diritto e Memoria: profilo storico-giuridico della persecuzione razziale da parte del regime totalitario nel periodo compreso fra il 1938 e il 1945".

La giornata, che ha visto la partecipazione di numerose scuole del comprensorio, si è aperta con una riflessione del Rabbino Umberto Piperno in ricordo dei tanti bambini e ragazzi morti nei campi di concentramento e internamento. Dopo un momento di preghiera con la recitazione di brani tratti dai Salmi, il richiamo vibrante dello shofar suonato da Roque Pugliese ha dato il via ufficiale ai lavori del convegno.

Attorno al tavolo, il Sindaco di Tarsia Roberto Ameruso ha portato i saluti istituzionali ed ha introdotto gli ospiti della ricca mattinata: Franco Galiano, Presidente dell'Accademia Internazionale del Cedro; Antonio Ordile, avvocato in Roma; Roque Pugliese, consigliere della Comunità Ebraica di Napoli e referente per la Regione Calabria; Walter Brenner, figlio di un sopravvissuto di Ferramonti; e il rabbino maggiore Umberto Piperno. Ogni intervento è stato maestrevolmente intramezzato dai brani eseguiti dagli alunni dell'Istituto Comprensivo Paolo Borsellino di Santa Maria del Cedro (CS).

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Auschwitz

Un filo spinato

ti separa dal cielo

puoi sempre guardarlo

ma non puoi toccarlo.

L'aria è gelida

anche se è estate

e in queste strade ristrutturate

si sente ancora la follia omicida.

Li vedo davanti ai miei occhi

uomini e donne camminare a fatica

cadere per terra feriti e stanchi

e avere la morte come unica amica.

Ora ho capito cos'è la tortura

e quanto Hitler fosse crudele

ma non so se indirizzare verso di lui la paura

o verso la gente che non parla ma vede.

                                          Maria Elena Alberti

segreLo scorso 19 gennaio il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha nominato senatrice a vita Liliana Segre, la donna sopravvissuta ad Aushwitz insieme ad altri 25 bambini italiani su 776 deportati. Alla Segre, 88enne, viene riconosciuto il merito di "aver illustrato la Patria con altissimi meriti nel campo sociale", facendo della sua immensa ferita un'occasione di pace. Diventa il sesto senatore a vita proprio nell'anno in cui ricorre l'80esimo anniversario delle leggi razziali.

 

Il Gruppo SAE di Cosenza, esprimendo la propria soddisfazione e vicinanza, si complimenta vivamente con tutta la Comunità ebraica per questa onorificenza meritata che rende giustizia di tante sofferenze patite.

21 gennaio 2018A Cosenza, presso il Seminario Italo Greco Albanese, si è appena conclusa la settimana di commemorazione di Giorgio Kastriota Skanderbeg in occasione del 550° anniversario della sua morte avvenuta il 17 gennaio del 1468. "Java e Skanderbekut", la settimana di Skanderbeg, ha previsto tre appuntamenti in cui la comunità arbéreshe di Cosenza e dell'Eparchia si è riunita per ricordare e celebrare il suo eroe, conosciuto per aver difeso la terra dell'Albania dall'invasione dell'esercito ottomano del XV° secolo.

Domenica 14 gennaio si sono esibiti in concerto il gruppo canoro "Moti i Paré" di Lungro insieme al cantautore e chitarrista Santino de Bartolo di Firmo, eseguendo canti fra i più belli e commoventi della tradizione arbéreshe.

Il 17 gennaio Papas Pietro Lanza, parroco della parrocchia bizantina "Santissimo Salvatore" di Cosenza, nonché Rettore del Seminario Italio Greco Albanese e Vicario Generale dell'Eparchia di Lungro, ha celebrato la Divina Liturgia in suffragio di Skanderbeg e ha poi deposto una corona di fiori sul busto dedicato all'eroe sito nella vicina Via Plebiscito.

Infine domenica 22 gennaio, nello stesso Seminario, ha avuto luogo un "Reading Concert" di Pino Cacozza, originario di San Demetrio Corone, autore del romanzo "La terra di Yll". E' intervenuto anche Ernesto Iannuzzi cantautore arbéresh di Firmo.

La Settimana dedicata a Skanderbeg, insieme a molte altre iniziative, si inserisce in una serie di manifestazioni che conducono verso la celebrazione nel 2019 del 1° centenario della Eparchia greco-bizantina-cattolica di Lungro.

L'Eparchia di Lungro, istituita nel 1919 per gli italo albanesi cattolici di rito bizantino dell'Italia continentale, ricopre un ruolo particolare nel campo dell'ecumenismo. Il popolo italo albanese, accolto e pienamente inserito nella chiesa cattolica, prega in lingua greca seguendo l'antica tradizione liturgica orientale e, respirando con i suoi "due polmoni", la Chiesa bizantina cattolica diventa un ponte tra oriente e occidente, favorendo l'avvicinamento tra le due realtà ecclesiali.

In preparazione del primo centenario dell'Eparchia di Lungro si terrà una conferenza nel Seminario Italo Greco Albanese di Cosenza il 25 gennaio su "Il Concilio di Firenze". Relazionerà Padre Roberto Giraldo ofm, docente di ecumenismo presso l'Istituto di Studi Ecumenici "San Bernardino" di Venezia.

locandina SPUC 20181Anche quest'anno le chiese cosentine si sono impegnate per organizzare insieme la Settimana di Preghiera per l'Unità dei Cristiani, con un programma che inizierà venerdì 19 gennaio con un concerto di celebrazione comune sul tema "Potente è la tua mano, o Signore". Di seguito il programma:

19 Gennaio 2018  ore 18.30

Concerto comunitario di apertura – Chiesa Pentecostale Bethel – Via Popilia – Cosenza. Meditazione a cura di don Dario De Paola (Resp. Ufficio Diocesano per l’Ecumenismo e il Dialogo)

20 gennaio  2018  ore 18.30

Chiesa Avventista del Settimo Giorno – Via E. Capizzano, 10/12 – Cosenza. Meditazione a cura del past. Armando Casarella (Chiesa Valdese)

22 gennaio 2018  ore 18.30

Chiesa Evangelica Valdese – Via Doviziosi, 44 – Dipignano. Meditazione a cura del past. Gaetano Caricati (Chiesa Avventista del Settimo Giorno)

25 gennaio  2018  ore 18.30

Chiesa Maria SS. del Carmine – Piazza XX Settembre – Cosenza. Meditazione a cura di Susanna Giovannini (Chiesa Pentecostale Bethel)

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16 febbraio 2018 – Giornata Mondiale del Malato (GMM): presumibilmente visita di vicinanza e convivialità ad un malato cronico (luogo e orario da confermare).

2 marzo 2018 – Giornata Mondiale di Preghiera (GMP) presso la Chiesa Valdese di Corso Mazzini, ore 18. Meditazione a cura di Vanda Scornaienchi (Chiesa Valdese)

11 aprile 2018 (luogo e data da stabilirsi) – Seminario sul tema “Testamento biologico: implicazioni etiche e spirituali”. Oratori (da confermare): Piero Stefani (presidente SAE) e Carmine Napolitano (preside Facoltà Pentecostale di Scienze religiose). Moderatore: dott. Pino Barbarossa

26 maggio 2018 (luogo, data e oratori da confermare) – Presentazione dell’osservatorio interreligioso contro la violenza sulle donne e testimonianza di Sr. Rita Giaretta (fondatrice e responsabile di Casa Rut) e di Paola Cavallari (responsabile del SAE Bologna)

2 giugno 2018 – Gita ecumenica a Serrastretta (CZ) presso la Sinagoga Ner Tamid del Sud (Rav Barbara Aiello)

ikeda

 Il comune di Tursi (Matera) ha conferito lo scorso 2 gennaio la cittadinanza onoraria a Daisaku Ikeda, filosofo, educatore, maestro buddhista e attivista giapponese, terzo presidente della sezione nazionale della Soka Gakkai nel periodo 1960 – 1979 ed attuale presidente onorario della medesima associazione internazionale.

Da tutto il SAE Cosenza i complimenti a tutti quelli che lavorano per la pace tra i popoli e le nazioni.

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20180102 210034"Stasera sentirete un pezzo di paradiso in terra". Sono state queste le parole di don Santino Borrelli, parroco della Chiesa San Michele Arcangelo di Donnici, nel presentare la serata.

Fortemente voluto dal sacerdote, che è alla guida della parrocchia locale da soli tre mesi e che è ben noto per la sua ecletticità nell'organizzazione degli eventi storici e culturali, il concerto degli Heaven's Flow (Flusso del Cielo) ha portato veramente un pezzo di cielo in terra. La potente voce della leader italo-nigeriana Betta Fil Mama, maestrevolmente accompagnata dalle coriste e dalla band, è riecheggiata nella splendida cornice della seicentesca Chiesa di Santa Maria, commuovendo e toccando i numerosi presenti. Nel repertorio, oltre ai noti spiritual, anche brani cristiani contemporanei in stile pop, rock e reggae.

"Nel bene o nel male, questo concerto farà parlare di sé", ha concluso il parroco, sottolineando che la meravigliosità del gruppo consiste anche nella perfetta armonia fra i membri, una parte di confessione cattolica, l'altra evangelica protestante.

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